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Audace Cerignola

22/01/2018

Audace cerignola
L'Audace Cerignola cede al Gragnano per 0-2

di Umberto Mastromartino

Audace Cerignola cede 0-2 al Gragnano
 
Si chiude con una sconfitta per 0-2 la gara interna tra Audace Cerignola e Città di Gragnano. Il Cerignola parte bene con il classico 4-3-3 con Louzada e Loiodice a supporto di Longo e novità a sinistra in difesa Donnarumma. Proprio il terzino ex-Casertana sarà protagonista dell'episodio che porterà in vantaggio il Gragnano: fallo in area e calcio di rigore trasformato all'ottavo minuto da Martone. Al 19' è Longo sottoporta a mandare di poco a lato una grande occasione costruita sulla destra da Louzada. Una partita in salita per i gialloblù ofantini che al 40' perdono anche mister Teore Grimaldi, allontanato dalla panchina. Tre minuti più tardi arriva la seconda ammonizione per Gennaro Donnarumma che abbandonerà il terreno di gioco.

Nella ripresa il Cerignola cerca insistentemente il pareggio, tenendo il pallino del gioco e costruendo diverse occasioni; in giornata il portiere Giordano che stronca ogni iniziativa. Al 17' traversa piena di Louzada che lascia partire un bolide da fuori area. Al 36', dopo diverse trame offensive dei padroni di casa, arriva la seconda rete del Gragnano, con un tiro di Franco che colpisce entrambi i pali e supera la linea di porta. L'Audace le tenta tutte, ma la porta pare essere stregata. Al 43' viene espulso anche il neo entrato Eric Herrera. Non c'è più tempo, al 49' del secondo tempo l'arbitro fischia la fine.

«Dopo il rigore abbiamo provato a reagire e forse nel nostro momento migliore siamo rimasti in dieci - ha detto a fine gara mister Teore Grimaldi -. Di lì è diventato molto difficile recuperare, anche se le occasioni non sono mancate, con la traversa, la reta fallita di testa da Louzada. C'è stata la reazione, ma poi quel secondo gol ci ha tagliato le gambe e messo fine alla partita. Adesso bisogna rivedere gli errori fatti come è giusto che sia, perché comunque le sconfitte in casa ti buttano giù di morale. Bisogna essere pronti a ripartire e lavorare come si è fatto».

 


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